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Rischio idrogeologico mappa: lo score unico per civico

TERRADATI incrocia le banche dati ISPRA, INGV e Copernicus per generare un Risk Score predittivo per singolo indirizzo. Una risorsa fondamentale per la mitigazione del dissesto.

La frammentazione dei dati ambientali in Italia

L'Italia è strutturalmente esposta ai pericoli naturali. Secondo il Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico, oltre il 93% dei comuni italiani presenta aree a pericolosità per frane o alluvioni, con più di 1,3 milioni di abitanti residenti in zone ad alta probabilità di inondazione (scenario P3). Nonostante la ricchezza informativa prodotta dagli enti di ricerca nazionali ed europei, i dati geografici sono storicamente rimasti segregati in silos informativi eterogenei. I Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) elaborati dalle singole Autorità di Distretto Idrografico adottano spesso scale, restituzioni vettoriali e criteri di classificazione non omogenei tra loro.

A questa frammentazione si aggiunge la distinzione anatomica tra le varie componenti del fenomeno: la pericolosità idraulica, la propensione al dissesto dei versanti, le accelerazioni sismiche attese e le deformaizoni millimetriche del suolo. Per un operatore finanziario, un'assicurazione o una pubblica amministrazione, consultare singolarmente decine di portali cartografici privi di interoperabilità rappresenta un ostacolo insormontabile nei processi di valutazione rapida dell'esposizione territoriale.

L'integrazione multi-fonte: ISPRA, INGV e Copernicus

Per superare i limiti della cartografia tradizionale, l'infrastruttura di TERRADATI ha standardizzato e fuso all'interno di un unico ambiente informativo geografico i tre principali repository pubblici di dati territoriali ed economico-ambientali.

Il primo pilastro è costituito dalla piattaforma IdroGEO di ISPRA, da cui vengono estratti i perimetri del Mosaico Nazionale PAI (relativi alla pericolosità da frana R1-R4 e idraulica P1-P3) e le schede del Registro Nazionale dei Dati sul Dissesto Idrogeologico (ReNDiS). Il secondo pilastro integra il modello di pericolosità sismica di base sviluppato dall'INGV (MPS04 e successivi aggiornamenti), fornendo la stima dell'accelerazione di picco al suolo (PGA) con diverse probabilità di superamento in un dato intervallo temporale.

Il terzo pilastro è rappresentato dai dati ad alta risoluzione del programma europeo Copernicus. In particolare, il servizio EGMS (European Ground Motion Service) fornisce misurazioni derivate da interferometria radar satellitare InSAR (Sentinel-1). Se in passato la consultazione di una **rischio idrogeologico mappa** si limitava a sovrapporre layer vettoriali statici, oggi il modello TERRADATI elabora un algoritmo di fusione spaziale in grado di incrociare i confini dei poligoni PAI con i vettori di spostamento millimetrico del terreno registrati dallo spazio.

Dal poligono al punto: la metrica dello score per indirizzo

Il cuore metodologico del sistema è la trasformazione di perimetri cartografici complessi in un indicatore numerico sintetico e normalizzato, riferito al singolo punto geografico o all'indirizzo civico: il *Property Risk Score*.

Tradizionalmente, la sovrapposizione tra una particella catastale e un poligono di pericolosità dà un esito binario (dentro/fuori). Tuttavia, un fabbricato situato a ridosso del margine di una zona ad alta pericolosità (P3 o R4) condivide un livello di vulnerabilità analogo a quello situato all'interno, a causa delle incertezze di scala delle mappe originali (spesso realizzate in scala 1:25.000 o 1:10.000). L'algoritmo sviluppato da TERRADATI adotta una funzione di decadimento spaziale (kernel density e buffer dinamici):

  • **Analisi di prossimità**: calcola la distanza euclidea e topografica dell'immobile dal più vicino poligono a pericolosità elevata o molto elevata.
  • **Validazione interferometrica**: verifica se i punti di misura satellitari (PS - Persistent Scatterers) ricadenti sull'edificio o nelle sue immediate vicinanze mostrano un trend di subsidenza o sollevamento (misurato in mm/anno).
  • **Integrazione sismico-morfologica**: pondera la pendenza del terreno (slope analysis da Digital Elevation Model ad alta risoluzione) e la classe di pericolosità sismica della zona.

Il risultato è uno score normalizzato da 0 a 100, ripartito nei sotto-indicatori per idraulica, frana, sismica e stabilità del terreno, che consente un'analisi di sensibilità dettagliata per ogni singolo numero civico geocodificato.

Valore strategico per finanza, assicurazioni e Real Estate

L'adozione di un parametro sintetico di vulnerabilità territoriale risponde a precise esigenze normative e di mercato. Nel settore bancario, le linee guida EBA (European Banking Authority) sulla concessione e sul monitoraggio dei crediti impongono l'integrazione sistematica dei rischi ambientali e climatici (ESG) nella valutazione della solvibilità del debitore e nel calcolo del valore delle garanzie immobiliari.

In ambito assicurativo, la Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha introdotto l'obbligo per le imprese di stipulare entro l'anno contratti assicurativi a copertura dei danni da calamità naturali ed eventi catastrofali a strutture e terreni. Avere accesso a uno score di rischio puntuale permette alle compagnie di calcolare il premio puro in modo equo e scientificamente fondato, riducendo le asimmetrie informative.

Infine, nel mercato immobiliare e della gestione dei crediti deteriorati (NPL/UTP), la geolocalizzazione dei rischi fisici consente di determinare con precisione il *Climate Value-at-Risk* dei portafogli, evitando svalutazioni improprie di asset collocati in aree prive di reale criticità geologica.

Benefici dell'approccio analitico integrato

  • **Omogeneità nazionale**: superamento delle difformità di classificazione tra diverse regioni o distretti idrografici tramite una matrice di conversione unica.
  • **Dato dinamico**: costante aggiornamento dei tassi di deformazione del suolo grazie ai passaggi periodici delle costellazioni satellitari Copernicus.
  • **Precisione topografica**: geocodifica accurata a livello di civico e particella catastale per azzerare le ambiguità interpretative sui confini dei piani regolatori.
  • **Conformità ESG e Tassonomia UE**: reportistica immediata per la due diligence ambientale richiesta agli istituti finanziari ed ai fondi di investimento immobiliare.

Domande frequenti

Come viene calcolato il punteggio di rischio per un singolo immobile? Il punteggio viene elaborato geolocalizzando l'indirizzo esatto e incrociando le sue coordinate con i layer di pericolosità PAI, le mappe sismiche INGV e le deformazioni del suolo rilevate dai satelliti Copernicus. L'algoritmo applica buffer spaziali e pesi statistici per generare uno score finale ponderato tra 0 e 100.

Qual è la differenza tra pericolosità idraulica e rischio da frana nei dati ISPRA? La pericolosità idraulica (articolata nelle classi P1, P2 e P3) definisce la probabilità che un'area venga allagata in base ai tempi di ritorno delle piene fluviali. La pericolosità da frana (classificata da R1 a R4) misura invece la propensione del terreno a subire cedimenti, scivolamenti o colate di fango in base alla pendenza, alla geologia e alla presenza di dissesti storici.

Con quale frequenza vengono aggiornati i dati satellitari e cartografici? I dati delle deformazioni del terreno derivati dal servizio Copernicus EGMS vengono aggiornati con cadenza annuale basandosi sulle rilevazioni radar Sentinel-1. Le mappe di pericolosità PAI e ReNDiS registrano invece gli aggiornamenti disposti periodicamente dalle Autorità di Distretto e da ISPRA a seguito di nuovi studi地 geologici o dell'esecuzione di opere di mitigazione.

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